Germania primissima in classifica: viola 74 direttive UE. E fa la morale a tutti

 

Un breve ma molto esauriente articolo di Simon Osborne sul Daily Express dello scorso 8 febbraio analizza il curioso caso dalla Germania, violatore seriale delle regole UE, di gran lunga il Paese che maggiormente disobbedisce a quelle stesse regole che impone agli altri di seguire con estrema arroganza (con gli altri che, però, con estrema sudditanza, non si sono mai ribellati).

Ovviamente è la Germania, quindi non succederà nulla soprattutto sulla regola che più penalizza gli altri Paesi europei, ovvero quella del superamento del tetto dell’export consentito in base al PIL.

D’altro canto ciò dimostra anche l’invasività della UE nelle attività quotidiane degli Stati nazionali, ed è la dimostrazione inequivocabile che del famoso Trattato di Roma del 1957 ormai non resta più nulla e che oggi ci troviamo di fronte ad un mostro burocratico che in origine metteva in condizione gli Stati di mettere in comune solo poche cose “indispensabili” ed oggi ha da sindacare pure sulla leggendaria “curvatura delle banane”.

 

Traduzione

 

La Germania, nonostante insegni agli altri come comportarsi, è il paese dell’Unione Europea che viola più regole europee, con 74 procedure d’infrazione a suo carico per non aver adeguatamente introdotto le norme UE nella legislazione tedesca.

 

Le violazioni riguardano quasi ogni competenza statale, dalla salute alla sicurezza, incluse violazioni sull’inquinamento atmosferico, il rumore, il traffico, le misure anti-incendio, la qualità dell’acqua…

Markus Tressel, politico dei Verdi, ha recentemente dichiarato ad Handelsblatt: “Non siamo più l’alunno modello, siamo in fondo alla classe. Il governo non fa sufficientemente il suo dovere nel convertire le direttive UE in leggi nazionali”.

Dal 2007 la Germania viola in modo permanente le norme fiscali europee a causa delle sue vaste esportazioni che rendono il suo surplus commerciale il più grande al mondo, persino più della Cina (pur avendo solo 1/3 del suo PIL, ndr).

Solo il ministero dei Trasporti, ad esempio, ha 20 procedure d’infrazione a suo carico, ed è in testa alla classifica davanti al ministero dell’Ambiente e quello delle Finanze.

La Germania si è sempre comportata da “attaccabrighe” con gli altri paesi europei sulle regole. L’ex ministro delle finanze Wolfgang Schäuble, ricorderete, insistì molto sull’austerità in Grecia dopo la crisi del debito nell’area euro nel 2010. Il ministro dell’ambiente Barbara Hendricks ha recentemente accusato il Belgio di aver infranto le regole quando ha deciso di migliorare la sicurezza di due reattori nucleari situati vicino al confine tedesco.

Nella classifica dei “trasgressori” delle regole europee a fine 2016 (l’ultima disponibile, ndr), dunque, la Germania è in testa davanti alla Spagna. A seguire da vicino ci sono Belgio, Portogallo, Grecia e Francia. Nonostante la Brexit, il Regno Unito è stato relativamente “bravo” nel recepire le regole europee classificandosi al quattordicesimo posto. I paesi che infrangono meno regole sono invece Estonia, Malta e Danimarca.

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