La premier dell’Islanda: “Unione Europea? No grazie! E vorrei lasciare la Nato…”

isl-vert

 

Interessantissima intervista di EUobserver  alla premier islandese Katrin Jakobsdottir, in carica dal 30 novembre 2017, esponente dei Verdi ed a capo di una coalizione di governo insieme ai Liberali ed altri partiti indipendenti.

 

Questa piccola isola del nord Europa con soli 340.000 abitanti ha un pregresso molto particolare con l’Unione Europea. Tendenzialmente favorevole all’ingresso nella UE (fino al 2010, poi nei sondaggi sono sempre stati avanti gli euroscettici) ma mai pienamente convinta. Un tema che è sempre stato molto controverso, e lo è ancora.

E’ sempre stata soprattutto una questione di… canne… da pesca: la pesca è un pilastro fondamentale dell’economia da quelle parti, e farsi controllare il commercio da qualcun altro è una cosa che non ha mai particolarmente entusiasmato nessuno, nonostante l’appartenenza del paese all’EFTA (dal ’94) e a Schengen (dal ’96).

Tuttavia nel 2009 il governo in carica decise di avviare la procedura dei negoziati per l’ingresso del paese nell’Unione Europea, cosa che avvenne ufficialmente 13 mesi più tardi.

L’Islanda fu anch’essa duramente colpita dalla crisi globale, ma mentre tra il 2008 ed il 2009 nei paesi più a sud d’Europa, di riflesso, cominciava lentamente a montare l’euroscetticismo, il governo islandese (con partito di maggioranza i socialdemocratici, of course…) scelse di attuare la strategia opposta ed avviare in fretta e furia un processo di adesione non solo all’Unione Europea, ma anche all’euro, cosa che, secondo loro, avrebbe consentito al paese di riprendersi più in fretta. L’obiettivo era quello di entrare nel 2013 nella UE insieme alla Croazia, mentre per l’euro se ne sarebbe discusso più in là.

Tutto molto da libro cuore, in effetti, se non fosse per il fatto che ad inizio 2013 ci furono nuove elezioni ed i partiti europeisti furono spazzati via: trionfarono gli euroscettici, con buona pace di Olli Rehn. Premier venne nominato Sigmundur Gunnlaugsson (poi dimessosi nel 2016 dopo la comparsa del suo nome nei Banana Pampers Panama Papers) che fece immediatamente una cosa molto semplice: disse a Bruxelles “scusate, avemo scherzato”. Sciolse subito il comitato per i negoziati e dopo un anno e mezzo di dura battaglia ideologica (con le solite minacce che ormai qui conosciamo a memoria) comunicò ufficialmente che l’Islanda revocava unilateralmente la procedura di adesione.

 

Oggi, come detto, al governo c’è questa “strana coalizione” tra i Verdi ed i Liberali, che però sull’Unione Europea ha le idee molto chiare. E non solo sull’Unione Europea…

Così parla la premier Jakobsdottir:

 

“Non credo che dovremmo entrare nella UE anche oggi, non c’è nessuna ragione per farlo. Personalmente sono molto critica riguardo le politiche economiche della UE, che non ha una politica fiscale comune. La BCE nel frattempo è diventata davvero molto potente, ma senza essere molto democratica. Le politiche economiche della UE sono state davvero distanti dalle esigenze delle popolazioni dei paesi dell’area euro ed hanno creato divisioni. Noi abbiamo già dei trattati di libero scambio con la UE, i quali sono inequivocabilmente buoni per noi e dai quali otteniamo un beneficio. Quando guardo ai risultati della nostra economia, al nostro sistema sociale ed al nostro sistema politico, penso sempre più che abbiamo fatto molto bene a non diventare un paese membro dell’Unione Europea. Nei principali indicatori economici e sociali siamo davanti a tutti gli altri paesi nordici. Non stiamo andando poi così male…”.

 

L’Islanda è un paese membro della Nato, ma io faccio parte di un partito che è contro l’adesione alla Nato. Tuttavia per ora siamo l’unico partito a pensarla così. Così come la maggioranza delle persone è contro l’Unione Europea, dobbiamo anche registrare che ad oggi una forte maggioranza della popolazione islandese è a favore della permanenza nella Nato. Detto ciò, non vediamo con favore una permanente presenza militare nel nostro Paese, critichiamo fortemente l’incremento di militarizzazione del Nord-Atlantico con la scusa di aggressori fittizi“.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...